Da ragazzo, Julian si dilettava con la batteria. Suo padre, Jacques “Jo” Alaphilippe, era il leader di una piccola band di Montluçon che una volta aprì un concerto di Johnny Hallyday e che, secondo L’Équipe, ha contribuito a formare un numero non indifferente di coppie nel dipartimento dell’Allier: «La musica di Jo Alaphilippe portava gioia, scatenava impulsi.»

Non v’è dubbio che la vocazione per l’intrattenimento percorra le vie dell’ereditarietà, dato che da quando Julian ha abbandonato la batteria per la bicicletta – una Motobécane da venti euro, dieci volte più grande del necessario – ha preso a usarla come uno strumento creativo; ideale via di fuga per la sua creatività, generatore di fantasie per i suoi connazionali e per chiunque consideri il ciclismo un esercizio ispiratore.

Due anni fa si pensava che Alaphilippe avrebbe al massimo potuto vincere una tappa mossa: vinse due tappe di alta montagna e la maglia a pois. L’anno scorso si pensava che avrebbe puntato di nuovo ai GPM: tenne la maglia gialla fino al penultimo giorno. Prima di questo Tour, ha detto che, sì, un giorno potrebbe puntare a vincere il Tour – la classifica generale del Tour – ma che quel giorno non è ora.

Si può credere a quel che dice Alaphilippe? Ad un Alaphilippe in maglia gialla, per giunta, nella consapevolezza che la maglia gialla può produrre su di lui effetti paragonabili a quelli delle non meglio definite sostanze di cui i Rolling Stones si servirono nell’estate del 1971 per registrare “Exile on Main St.”, il loro miglior album, in una villa a pochi chilometri da Nizza?

Il 28 giugno scorso Jo Alaphilippe, ottant’anni, è morto. La differenza d’età tra padre e figlio ha fatto sì che la comunicazione tra Jo e Julian fosse soprattutto non verbale.

Quando, durante gli anni da juniores, Julian usciva ad allenarsi di notte, dopo le ore di apprendistato in un’officina meccanica, Jo, che pure di ciclismo sapeva poco, lo seguiva in automobile, facendogli luce con i fari. Julian gli ha regalato la sua prima maglia gialla, e da allora gli ha dedicato tutte le sue vittorie più importanti, compresa quella di oggi, la prima che Jo non ha visto, l’esordio del nuovo spettacolo itinerante di suo figlio.

Perché Julian Alaphilippe è un artista, i suoi Tour sono tournée. (LP)

by Leonardo Piccione

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